Domande frequenti
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Nulla sostituisce il parere del tuo medico, ma qui troverai le risposte alle domande più frequenti.
FAQ
Risposte semplici, da approfondire con il medico
Come risolvo il gonfiore addominale presente anche in remissione di malattia?
Il gonfiore addominale non è un sintomo tipico delle MICI (malattie infiammatorie croniche dell’intestino), e solitamente è legato a squilibri nella composizione del microbiota intestinale come si osserva nella sindrome del colon irritabile. È possibile gestirlo con una gestione alimentare dedicata, così come con cicli di probiotici e prebiotici, sempre previa valutazione gastroenterologica.
Come si possono gestire le manifestazioni dermatologiche?
Le manifestazioni dermatologiche sono molto frequenti nelle MICI, anche se non sono la manifestazione extra-intestinale più frequente. È assolutamente necessaria una valutazione da parte di un dermatologo dedicato a questo tipo di patologie, perché con una gestione multidisciplinare è possibile scegliere una terapia che possa “coprire” l’infiammazione sia a livello intestinale che cutaneo.
Capiteranno spesso sintomi che mi hanno spaventato, come sanguinamento o dolori acuti? Come posso tenerli sotto controllo?
È normale sentirsi spaventati quando compaiono sintomi quali dolore o sanguinamento, nelle IBD (Malattia di Crohn, Rettocolite Ulcerosa). È importante però sapere che non tutti i sintomi rappresentano un segnale di pericolo.
Durante il decorso di queste patologie possono esserci momenti in cui i sintomi si fanno sentire di più e altri in cui sono molto lievi o assenti. Anche quando la malattia è in fase di remissione, può capitare di avvertire qualche fastidio, ad esempio dolore addominale lieve o piccoli episodi di sanguinamento: è comprensibile che questo faccia preoccupare, ma nella maggior parte dei casi non significa che la situazione sia grave o fuori controllo.
Ciò che fa la differenza è come la malattia viene gestita nel tempo. Seguire con costanza le terapie e i controlli, anche quando si pensa di stare bene, aiuta a mantenere la situazione stabile e monitorata, prevenendo peggioramenti.
In altre parole, l’aderenza alle cure è uno degli strumenti più importanti a disposizione del paziente. Allo stesso tempo, è giusto sapere quando chiedere aiuto.
È meglio contattare il medico se:
- il sanguinamento è abbondante e/o continua per più giorni;
- il dolore è molto forte;
- ai sintomi addominali si associano febbre, forte stanchezza o sintomi nuovi.
Con il tempo, il paziente impara a conoscere meglio il proprio corpo e a distinguere i sintomi “gestibili” da quelli che richiedono attenzione: questo contribuisce in modo significativo a ridurre l’ansia. È importante ricordare che il paziente non è da solo nella gestione della malattia: avere un piano chiaro e condiviso con il medico, sapendo cosa aspettarsi, può aumentare il senso di sicurezza e consapevolezza, aiutando il paziente a vivere i sintomi con maggiore tranquillità.
È possibile trovare sangue nelle feci anche se sono in remissione?
Sì, è possibile osservare sangue nelle feci anche durante la fase di remissione delle MICI.
Il sanguinamento può infatti originare anche da patologie benigne del canale anale, quali emorroidi o ragadi anali. In questo caso il sangue è rosso vivo, presente sulla carta igienica anche in tracce o sulla superficie delle feci, e soprattutto non si associano sintomi intestinali significativi.
Viceversa, è opportuno approfondire con il medico se il sanguinamento è ricorrente e/o abbondante, oppure compare insieme ad altri sintomi di riacutizzazione della MICI, come ad esempio l’aumento della frequenza delle evacuazioni, il dolore addominale, l’urgenza evacuativa, la sensazione di evacuazione incompleta o la comparsa di muco nelle feci.
In generale, la presenza di sangue non va automaticamente interpretata come segno di peggioramento, ma va sempre inserita nel quadro clinico complessivo. Per questo è importante parlarne con il proprio medico, che potrà valutare le diagnosi differenziali e, se necessario, programmare eventuali accertamenti.
Si può guarire dalle MICI?
Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), come la Malattia di Crohn e la Colite ulcerosa, sono patologie croniche: questo significa che, ad oggi, non esiste una cura definitiva in grado di guarirle completamente. Tuttavia, negli ultimi anni i progressi terapeutici sono stati enormi.
Oggi disponiamo di numerose opzioni di trattamento — dai farmaci tradizionali ai biologici e alle piccole molecole, che permettono nella maggior parte dei casi di controllare efficacemente l’infiammazione, ridurre o prevenire le riacutizzazioni e mantenere la malattia in remissione anche per lunghi periodi. L’obiettivo della terapia non è soltanto migliorare i sintomi, ma anche ottenere la guarigione della mucosa intestinale, prevenire complicanze e preservare la qualità di vita nel lungo termine.
Con un corretto follow-up specialistico e una terapia personalizzata, molte persone con MICI possono studiare, lavorare, viaggiare, praticare sport e condurre una vita del tutto normale.
Potrò mai sospendere le terapie?
La Malattia di Crohn e la Colite ulcerosa sono malattie croniche, come l’ipertensione, il diabete o molte cardiopatie. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, la terapia deve essere proseguita nel lungo termine, anche quando i sintomi sono assenti e la malattia è in remissione. Sospendere autonomamente il trattamento può comportare un rischio significativo di riacutizzazione della malattia.
In alcuni casi, la ripresa dell’infiammazione può essere severa e portare a complicanze come ricoveri, necessità di corticosteroidi, perdita di risposta ai farmaci o interventi chirurgici. Le terapie oggi disponibili hanno un elevato profilo di sicurezza, un basso rischio di effetti collaterali e sono studiate per mantenere la remissione nel tempo e prevenire il danno intestinale.
Naturalmente, ogni decisione terapeutica deve essere personalizzata: in situazioni selezionate il gastroenterologo può valutare una sospensione temporanea della terapia, ma questo deve sempre avvenire sotto stretto controllo specialistico e mai in autonomia.
Che differenza c’è fra la Sindrome del Colon Irritabile e le MICI?
MICI e Sindrome del Colon Irritabile (IBS) sono due condizioni cliniche tra loro molto diverse, anche se alcuni sintomi quali il dolore addominale e la diarrea possono essere comuni ad entrambe le patologie.
Nelle MICI il presupposto fondamentale è che assieme ai sintomi vi siano delle specifiche alterazioni organiche, di tipo infiammatorio, che coinvolgono uno o più segmenti dell’apparato digerente. Al contrario, nell’IBS, ai sintomi addominali non necessariamente si accompagnano alterazioni specifiche e visibili all’endoscopia.
Le MICI sono contagiose?
Assolutamente NO!
Le persone affette da malattia infiammatoria cronica intestinale non sono e non saranno mai contagiose in nessuna fase della malattia. La presenza di alterazioni dell’alvo e di diarrea, in questi casi, è determinata dall’infiammazione del piccolo intestino o del colon, non da microrganismi infettanti come può avvenire ad esempio nella diarrea del viaggiatore.
Le persone affette da IBD possono tuttavia essere più suscettibili a contrarre infezioni gastroenteriche, specie quando la malattia è attiva.
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